Calamina
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Descrizione
La calamina è un termine storico utilizzato per indicare un miscuglio di minerali contenenti zinco, principalmente emimorfite e smithsonite. Questo nome, oggi considerato obsoleto in ambito mineralogico scientifico, veniva impiegato quando non si distinguevano chiaramente le diverse specie minerali ricche di zinco.
Caratteristiche
Essendo un miscuglio, la calamina presenta caratteristiche variabili a seconda dei minerali predominanti. L'emimorfite conferisce colorazioni che vanno dal bianco al blu-verdastro, mentre la smithsonite può essere grigia, verde o giallastra. L'aspetto generale è quello di masse compatte o botroidali, spesso con superficie lucente o terrosa.
Genesi
Si forma tipicamente nella zona di ossidazione dei giacimenti di zinco, dove i minerali primari come la sfalerite subiscono alterazione per azione di acque meteoriche. Questi processi portano alla formazione di carbonati e silicati di zinco che costituiscono la calamina.
Varietà e curiosità
Storicamente la calamina era la principale fonte di zinco per la produzione di ottone. Il termine deriva dal latino « cadmia », utilizzato già nell'antichità per indicare i minerali di zinco. Oggi si preferisce identificare separatamente emimorfite e smithsonite.
Importanza per i collezionisti
I collezionisti apprezzano gli esemplari storici etichettati come calamina per il loro valore storico-scientifico. Tuttavia, la tendenza moderna è quella di riclassificare questi campioni identificando correttamente i minerali componenti.
Località italiane
In Sardegna, nella regione dell'Iglesiente, si trovano antichi giacimenti dove era estratta la calamina. Anche alcune località alpine presentano mineralizzazioni simili, eredità dell'attività estrattiva di zinco del passato.