Covellite
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Descrizione
La covellite è un solfuro di rame (CuS) dal caratteristico colore blu intenso, uno dei più vivaci nel regno dei minerali. Appartiene alla classe dei solfuri e prende il nome dal naturalista italiano Nicola Covelli, che la descrisse per primo all'inizio dell'Ottocento sui campioni provenienti dal Vesuvio.
Caratteristiche
Il colore blu indaco, spesso con iridescenze viola e purpuree, rende la covellite inconfondibile. I cristalli si presentano in lamine esagonali sottilissime, con lucentezza metallica intensa. La durezza è molto bassa (circa 1,5-2 sulla scala di Mohs), quindi le lamelle si rigano con facilità. La sfaldatura perfetta permette di separare i cristalli in fogli sottili, quasi come la mica.
Genesi
La covellite si forma principalmente nelle zone di arricchimento secondario dei giacimenti di rame, dove le acque meteoriche alterano minerali primari come la calcopirite o la calcosina. Si trova quindi in ambienti ossidati e di cementazione, spesso associata ad altri solfuri di rame. Più raramente è di origine idrotermale o, come nel caso vesuviano, di origine vulcanica per sublimazione.
Varietà e curiosità
Non esistono varietà distinte riconosciute, ma i campioni con iridescenza spiccata sono i più apprezzati. Storicamente la covellite ha avuto un certo interesse come minerale di rame, anche se la sua fragilità e la bassa resa ne hanno limitato lo sfruttamento industriale.
Importanza per i collezionisti
È un minerale molto ricercato per il colore straordinario e per la rarità di cristalli ben formati. I campioni con lamelle grandi e iridescenti raggiungono quotazioni elevate sul mercato collezionistico internazionale.
Località italiane
La Sardegna, in particolare la miniera di Calabona presso Alghero e quella di Monteponi a Iglesias, ha restituito alcuni tra i migliori esemplari al mondo. Il Vesuvio rimane la località tipo, legata alla descrizione originale del minerale.