Egirina
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Descrizione
L'egirina è un minerale del gruppo dei pirosseni, silicato di sodio e ferro trivalente, con formula NaFe³⁺[Si₂O₆]. Il nome deriva da Aegir, la divinità norrena del mare, poiché fu descritta per la prima volta da campioni provenienti dalla Norvegia. È un componente tipico di rocce ignee alcaline e si riconosce facilmente per il suo caratteristico colore verde scuro o nerastro.
Caratteristiche
L'egirina si presenta in cristalli allungati e prismatici, spesso con terminazioni appuntite, di colore verde bottiglia, verde scuro o nero. La lucentezza è vitrea, la durezza è 6 sulla scala di Mohs e il peso specifico si aggira intorno a 3,5. In sezione sottile, al microscopio, mostra un tipico pleocroismo verde intenso, cioè cambia tonalità ruotando la luce polarizzata.
Genesi
Si forma in rocce ignee povere di calcio e ricche di sodio, come sieniti nefeliniche e fonoliti. Si trova anche in pegmatiti alcaline e, più raramente, in rocce metamorfiche di alta pressione. L'ambiente chimico ricco di sodio è la condizione essenziale per la sua cristallizzazione.
Varietà e curiosità
La varietà intermedia egirina-augite contiene anche calcio e magnesio, con proprietà ottiche leggermente diverse. L'egirina pura e quella augite formano una serie continua di soluzione solida, comune nei pirosseni alcalini.
Importanza per i collezionisti
I cristalli ben formati e lucenti, soprattutto quelli allungati con terminazioni nette, sono molto apprezzati. Gli esemplari associati a minerali rari come natrolite o cancrinite aumentano notevolmente il valore della collezione.
Località italiane
In Italia l'egirina si trova nei Colli Albani e nei Campi Flegrei, in contesti vulcanici alcalini. Segnalazioni significative provengono anche dai complessi subvulcanici della Sardegna centro-meridionale.