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Hauyna — Blu azzurro, sistema cubico, durezza 5.5-6 | minerale

Hauyna

(Na,Ca)4-8Al6Si6(O,S)24(SO4,Cl)1-2
Immagine via Wikimedia Commons (licenza Creative Commons)
Sistema cristallino
Cubico
Durezza (Mohs)
5.5-6
Densità (g/cm³)
2.4
Colore
Blu azzurro
Lucentezza
Vitrea

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Descrizione

L'hauyna è un minerale piuttosto raro appartenente al gruppo della sodalite, caratterizzato dalla presenza di zolfo nella sua struttura cristallina. Con formula chimica (Na,Ca)4-8Al6Si6(O,S)24(SO4,Cl)1-2, questo silicato deve il suo nome al mineralogista francese René Just Haüy, pioniere della cristallografia moderna.

Caratteristiche

L'hauyna si presenta tipicamente con cristalli di forma ottaedrica o dodecaedrica, spesso con facce ben sviluppate. Il colore varia dal blu intenso al blu-violaceo, talvolta tendente al grigio o al verde. La lucentezza è vitrea e la trasparenza va da traslucida a trasparente. Ha durezza 5,5-6 sulla scala di Mohs e densità di circa 2,4-2,5 g/cm³.

Genesi

Questo minerale si forma in ambienti vulcanici alcalini, particolarmente in rocce ignee sottosature in silice come fonoliti, trachiti e leucititi. Si origina durante i processi di cristallizzazione magmatica a temperature relativamente elevate, spesso associato ad altri minerali del gruppo della sodalite come nosean e sodalite stessa.

Varietà e curiosità

L'hauyna è strettamente imparentata con altri feldispatoidi blu come la lazurite (componente principale del lapislazzuli) e la nosean. Occasionalmente viene utilizzata come gemma minore per la sua colorazione attraente, sebbene la sua relativa fragilità ne limiti l'uso in gioielleria.

Importanza per i collezionisti

I collezionisti apprezzano l'hauyna per la sua rarità e per i bellissimi cristalli blu che può formare. Esemplari ben cristallizzati sono particolarmente ricercati, soprattutto quelli provenienti da località vulcaniche famose. Il valore dipende dalla qualità dei cristalli e dalla loro dimensione.

Località italiane

In Italia, l'hauyna si trova principalmente nelle aree vulcaniche del Lazio, in particolare nei Colli Albani e nel complesso vulcanico di Vico. Anche alcune località della Campania, legate all'attività del Vesuvio, hanno prodotto esemplari di questo minerale, sebbene generalmente di piccole dimensioni.

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