Laumontite
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Descrizione
La laumontite è una zeolite abbastanza comune, appartenente alla famiglia dei tectosilicati, caratterizzata da una struttura porosa che le permette di trattenere molecole d'acqua al suo interno. Il nome fu attribuito in onore del mineralogista francese François Pierre Nicolas Gillet de Laumont, che la identificò per la prima volta alla fine del Settecento.
Caratteristiche
Si presenta tipicamente in cristalli allungati o prismatici, di colore bianco, grigio chiaro o leggermente rosato. La lucentezza è vitrea, talvolta tendente al madreperlaceo sulle superfici di sfaldatura. La durezza è modesta, intorno a 3,5-4 sulla scala di Mohs, e il minerale è piuttosto fragile. Un aspetto peculiare è la sua tendenza a perdere acqua a contatto con l'aria secca, sbriciolandosi spontaneamente: un processo chiamato leonardite o più comunemente «polverizzazione».
Genesi
Si forma soprattutto in ambienti idrotermali a bassa temperatura, nelle cavità e nelle fratture di rocce eruttive come basalti e andesiti. È anche un prodotto tipico del metamorfismo di basso grado, dove si sviluppa in associazione con altre zeoliti.
Varietà e curiosità
Non presenta varietà cromatiche significative, ma si trova spesso in associazione con apofillite, prehnite e calcite. Le zeoliti come la laumontite hanno applicazioni industriali come setacci molecolari, grazie alla loro struttura porosa.
Importanza per i collezionisti
I cristalli ben formati e non deteriorati sono apprezzati nelle collezioni di zeoliti. La fragilità e la tendenza a polverizzarsi rendono i campioni integri relativamente rari e perciò più ricercati.
Località italiane
In Italia la laumontite è stata rinvenuta in diverse zone alpine, in particolare in Val d'Aosta e in Trentino-Alto Adige, dove affiora in associazione con rocce metamorfiche e filoni idrotermali.