Ossidiana
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Descrizione
L'ossidiana è un vetro vulcanico naturale che si forma per il raffreddamento rapidissimo della lava. A differenza dei minerali veri e propri, non possiede una struttura cristallina ordinata: le sue molecole restano bloccate in un reticolo disorganizzato, simile a quello di un liquido solidificato. Per questo motivo i mineralogisti la classificano come mineraloide, ovvero una sostanza di origine minerale ma priva di cristallinità.
Caratteristiche
L'ossidiana si presenta solitamente con una superficie liscia e un lustro vetroso molto caratteristico. Il colore più comune è il nero intenso, ma esistono varietà grigie, brune e persino con riflessi dorati o argentei. La frattura è concoide (simile a quella del vetro), e i bordi taglienti che ne derivano la resero preziosa fin dalla preistoria. La durezza si aggira intorno a 5-5,5 sulla scala di Mohs.
Genesi
Si forma in seguito all'eruzione di lave ricche di silice, quando il raffreddamento avviene così velocemente da impedire la crescita di cristalli. Questo accade tipicamente ai margini di colate laviche, lungo le coste o a contatto con l'acqua. La composizione chimica è dominata dalla silice (oltre il 65% in molti casi), con ossidi di alluminio, ferro e altri elementi.
Varietà e curiosità
Tra le varietà più note troviamo l'ossidiana arcobaleno, con riflessi iridescenti, e l'ossidiana fiocco di neve, caratterizzata da inclusioni biancastre di cristobalite. Fin dal Paleolitico veniva scheggiata per ricavare punte, lame e raschiatori: alcuni strumenti preistorici in ossidiana mostrano un filo tagliente superiore a quello del metallo.
Importanza per i collezionisti
L'ossidiana è molto apprezzata nelle collezioni per l'estetica immediata e la varietà di forme e colori. I pezzi con iridescenza spiccata o con pattern particolari raggiungono quotazioni più elevate. Non è una pietra rara in assoluto, ma i campioni di grandi dimensioni e alta qualità estetica sono ricercati.
Località italiane
L'Italia vanta giacimenti storicamente importanti: le isole di Lipari e Pantelleria, in Sicilia, sono tra le fonti di ossidiana più note del Mediterraneo e furono sfruttate intensamente già in epoca preistorica. Anche la Sardegna, in particolare il Monte Arci, offre ottimi affioramenti ancora oggi visitabili e studiati.