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Schorl | minerale

Schorl

NaFe3Al6(BO3)3Si6O18(OH)4
Foto: collezione Vena Mineraria

Foto (1)

Schorl di Aspromonte — foto di un campione reale
Aspromonte
Schorl di Aspromonte
📸 admin

Descrizione

Lo schorl è la varietà nera della tormalina, uno dei silicati boriferi più diffusi in natura. È considerato il membro ferro-sodico del gruppo della tormalina e rappresenta statisticamente la forma più abbondante dell'intero gruppo mineralogico. Il suo nome deriva probabilmente da una località mineraria sassone, anche se l'etimologia esatta è ancora discussa tra gli storici della mineralogia.

Caratteristiche

Lo schorl si presenta con un colore nero intenso, a volte con sfumature bruno-verdastre. I cristalli sono prismatici, allungati, con sezione trasversale triangolare arrotondata e superficie striata verticalmente. Questa striatura longitudinale è uno dei tratti più riconoscibili. La lucentezza è vitrea, la durezza si aggira intorno a 7 sulla scala di Mohs e non presenta sfaldatura evidente.

Genesi

Si forma principalmente nelle rocce granitiche e nei pegmatiti, ambienti ricchi di boro e ferro. Si trova spesso associato a feldspati, quarzo e miche. Può comparire anche in metamorfiti e in alcuni sedimenti detritici, data la sua ottima resistenza agli agenti atmosferici.

Varietà e curiosità

Lo schorl è la varietà ferrifera della tormalina. In passato veniva usato come pietra da lutto in epoca vittoriana, grazie al suo colore nero profondo. È anche noto per le sue proprietà piezoelettriche e piroelettriche, utili in alcuni contesti tecnici.

Importanza per i collezionisti

I cristalli ben sviluppati, lucenti e con terminazioni nette sono molto apprezzati. Esemplari di grandi dimensioni o in associazione con quarzo ialino o feldspati rosa raggiungono quotazioni interessanti. Non è raro, ma la qualità estetica fa la differenza.

Località italiane

In Italia lo schorl si trova in Sardegna, nel Granito di Flumendosa, e in Val Codera in Lombardia. Ottimi esemplari provengono anche dall'Elba e da alcune zone alpine del Piemonte, spesso associati ai classici filoni pegmatitici.