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Smithsonite — Variabile (azzurro, verde, rosa), sistema trigonale, durezza 4-4.5 | minerale

Smithsonite

ZnCO3
Immagine via Wikimedia Commons (licenza Creative Commons)
Sistema cristallino
Trigonale
Durezza (Mohs)
4-4.5
Densità (g/cm³)
4.4
Colore
Variabile (azzurro, verde, rosa)
Lucentezza
Vitrea

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Descrizione

La smithsonite è un carbonato di zinco appartenente al gruppo della calcite, apprezzato dai collezionisti per la grande varietà di colori e la superficie spesso botroidale e lucente. Il nome fu assegnato in onore di James Smithson, mineralogista britannico fondatore della Smithsonian Institution. Per lungo tempo fu confusa con l'emimorfite, un silicato di zinco, sotto il nome comune di calamina.

Caratteristiche

La smithsonite si presenta di solito in masse compatte, crostose o con superficie a forma di grappolo (botroidale). I cristalli ben formati sono rari e di piccole dimensioni. I colori spaziano dal bianco al grigio, ma le impurezze metalliche regalano toni azzurri, verdi, rosa, gialli e persino violacei. La lucentezza è vitrea o perlata, e la durezza si attesta intorno a 4-4,5 sulla scala Mohs.

Genesi

Si tratta di un minerale secondario: si forma nelle zone di ossidazione dei giacimenti di solfuri di zinco, quando le acque meteoriche alterano chimicamente la sfalerite. Si trova spesso associata ad azzurrite, malachite, cerussite e limonite.

Varietà e curiosità

Le varietà colorate più pregiate prendono nomi informali legati al colore, come la smithsonite azzurra ricca di rame o quella rosa con manganese. Storicamente è stata una fonte industriale di zinco, metallo oggi indispensabile nell'industria automobilistica e nelle leghe metalliche.

Importanza per i collezionisti

Gli esemplari botroidali dai colori vivaci sono molto ricercati. Le forme azzurre e rosa di qualità gemma raggiungono quotazioni elevate sul mercato. La rarità di cristalli ben sviluppati rende ancora più preziosi gli esemplari cristallizzati.

Località italiane

La Sardegna offre i ritrovamenti più significativi, in particolare nelle miniere dismesse dell'Iglesiente, come quelle di Montevecchio e San Giovanni. Esemplari di buona qualità sono segnalati anche in Toscana e in Piemonte, legati a vecchie mineralizzazioni a zinco.