affioramento
Majella
Descrizione
La Majella, la 'Montagna Madre' degli abruzzesi e secondo massiccio dell'Appennino, è un immenso bastione calcareo che custodisce, sul suo versante settentrionale, una delle storie minerarie più singolari d'Italia: quella della 'montagna nera', il distretto del bitume e dell'asfalto. Nei comuni di Lettomanoppello, Manoppello, Roccamorice, Abbateggio, San Valentino e Scafa, per oltre un secolo si è estratta una particolare roccia calcarea impregnata di bitume, la 'pietra nera', da cui si producevano asfalto, bitume fluido e mattonelle per pavimentazioni esportate in tutta Italia e oltreoceano. Non si tratta della mineralogia dei cristalli, ma di quella affascinante degli idrocarburi solidi: il bitume e l'asfalto sono mineraloidi, prodotti dalla trasformazione di sostanza organica intrappolata nei calcari. Oggi questo patrimonio è cuore del Parco Nazionale della Majella, riconosciuto come Geoparco Mondiale UNESCO per la sua eccezionale geodiversità, dove le antiche gallerie raccontano il legame profondo tra la montagna e le sue comunità.
Storia
Lo sfruttamento del bitume sulla Majella è antichissimo: nella Grotta dei Piccioni è stato rinvenuto un panetto di bitume datato a circa 4700 a.C., e l'uso proseguì in epoca romana, come attestano reperti marchiati trovati a Scafa e Lettomanoppello. L'era industriale iniziò nel 1844, quando Silvestro Petrini impiantò la prima attività estrattiva; imprigionato dal governo borbonico, poté riprenderla solo dopo l'Unità d'Italia. Dalla fine dell'Ottocento arrivarono capitali stranieri — la tedesca Reh & C. e l'inglese Neuchatel Asphalte Company — poi assorbite dall'italiana S.A.M.A. Nel periodo di massima attività le miniere diedero lavoro a oltre mille persone su tre turni. L'attività declinò negli anni Cinquanta, fino alla chiusura quasi totale entro il 1956. Oggi il GRAIM e progetti come VALSIMI e il Sentiero dei Minatori ne custodiscono la memoria.
Stato del sito e accessibilità
Le miniere di bitume della Majella sono dismesse e ricadono nel Parco Nazionale della Majella (Geoparco UNESCO): le gallerie sono pericolose e non vanno esplorate autonomamente. Alcuni siti sono stati recuperati come geositi e percorsi di archeologia industriale (Sentiero dei Minatori da Lettomanoppello, Ecomuseo Valle del Lejo ad Abbateggio). La raccolta di minerali e rocce nel parco è regolamentata e in genere vietata: il valore del sito è storico, geologico e didattico.
Come arrivare
Il distretto minerario si trova sul versante nord-orientale della Majella, in provincia di Pescara, raggiungibile dall'A25 (uscite Scafa-Alanno o Torre de' Passeri) e dalle strade che salgono a Lettomanoppello, Manoppello e Roccamorice. Il Sentiero dei Minatori parte da Lettomanoppello e scende verso le sorgenti del Lavino, toccando i tunnel storici di Santa Liberata e del Ponte.
Posizione
Minerali di Majella (5)
Bitume ★
non in vendita
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Calcite ★
CaCO3
non in vendita
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Fluorite ★
CaF2
non in vendita
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As
Asfalto
non in vendita
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Galena
PbS
non in vendita
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