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Distretto lignitifero (a cielo aperto)

Miniera di Santa Barbara (Valdarno)

Arezzo, Toscana · 43.5500°N, 11.4500°E

Foto (1)

Santabarbaraite di Miniera di Santa Barbara (Valdarno)
Santabarbaraite di Miniera di Santa Barbara (Valdarno)
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Descrizione
Nel Valdarno Superiore, sulla sinistra dell'Arno tra Cavriglia e Figline, il distretto lignitifero di Santa Barbara è stato per oltre un secolo uno dei più importanti bacini minerari della Toscana: una immensa cava a cielo aperto da cui si estraeva lignite, il carbone 'giovane' formatosi nei sedimenti lacustri plio-pleistocenici del bacino. Ma per i mineralogisti il Valdarno è soprattutto un luogo singolare e affascinante: nei sedimenti argillosi e nella lignite cristallizzano fosfati di ferro dai colori intensi, come la vivianite azzurra che si trova nei livelli ricchi di resti vegetali e ossa fossili. Il distretto è la località tipo della santabarbaraite, un raro fosfato di ferro amorfo descritto proprio da qui, e della bombiccite, un curioso minerale organico (idrocarburo fossile) battezzato da Bombicci nel 1869. Un giacimento dove paleontologia, geologia dei combustibili e mineralogia dei fosfati si intrecciano.
Storia
La prima miniera, la Miniera del Casino, fu aperta nel 1864 nel giacimento di Castelnuovo; lo sfruttamento si estese poi agli altri depositi, passando gradualmente dalla coltivazione superficiale a quella sotterranea. La lignite alimentava fonderie e vetrerie di San Giovanni Valdarno e, dal 1907, una centrale elettrica presso Castelnuovo dei Sabbioni (distrutta dai tedeschi nel 1944). Dal 1955 al 1994 la costruzione della grande centrale termoelettrica di Santa Barbara portò alla coltivazione a cielo aperto su vasta scala, gestita dalla Società Mineraria del Valdarno e poi dall'ENEL, su un'area di circa 17 km². L'interesse mineralogico è documentato fin dall'Ottocento, da Bombicci (1869) a Pasquini sulla vivianite (1980), fino agli studi moderni sui minerali dei sedimenti del Valdarno.
Stato del sito e accessibilità
L'area dell'ex miniera a cielo aperto è in fase di recupero e riqualificazione ambientale dopo la fine della coltivazione; gran parte è soggetta a bonifica e non liberamente accessibile. La memoria mineraria è custodita dal MINE - Museo delle Miniere e del Territorio di Cavriglia. La ricerca mineralogica va intesa come storica: informarsi presso il museo e gli enti locali su accessi e iniziative.
Come arrivare
Il distretto si estende tra Cavriglia (Arezzo) e Figline e Incisa Valdarno (Firenze), raggiungibile dall'uscita Valdarno dell'A1 e dalla SR69, seguendo le indicazioni per Cavriglia e la 'Strada delle Miniere'. Il Museo MINE a Cavriglia è il punto di partenza ideale per scoprire il territorio.

Posizione