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miniera-storica

Pasquasia

Enna, Sicilia · 37.5333°N, 14.3333°E

Foto (2)

Salgemma di Pasquasia
Salgemma di Pasquasia
📸 admin
Le imponenti strutture industriali e i castelletti di estrazione della miniera di Pasquasia (Enna), oggi in stato di abbandono. Foto: Untatante, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
Le imponenti strutture industriali e i castelletti di estrazione della miniera di Pasquasia (Enna), oggi in stato di abbandono. Foto: Untatante, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
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Descrizione
Il giacimento di Pasquasia si inserisce nella vasta serie evaporitica del bacino miocenico siciliano (Messiniano). La particolarità assoluta di questo sito non era lo zolfo, bensì la presenza di un immenso e purissimo deposito di sali di potassio e magnesio.

Il corpo minerario, strutturato con enormi pozzi di estrazione che scendevano per centinaia di metri nel sottosuolo e chilometri di gallerie meccanizzate, era ricchissimo di:

• Kainite: il minerale principe del giacimento (un solfato idrato di potassio e magnesio), estratto stabilmente per la produzione di solfato di potassio per l'agricoltura.
• Halite (salgemma): presente in banchi massicci di straordinaria purezza geometrica.
• Carnallite e Silvite: altri cloruri potassici associati alle lenti sedimentarie evaporitiche.
Storia
La miniera di Pasquasia venne aperta nel 1959 dalla società Italkali (e successivamente gestita dall'Ente Minerario Siciliano) e in pochissimi anni divenne il più importante sito d'estrazione di kainite d'Europa, arrivando a coprire una quota rilevante del mercato mondiale dei fertilizzanti potassici. Al culmine della sua attività, lo stabilimento dava lavoro a oltre un migliaio di persone tra minatori, tecnici e indotto, rappresentando il motore economico dell'intera provincia di Enna.

La crisi e la successiva, improvvisa chiusura arrivarono nel 1992, a causa di complesse dinamiche di mercato, scelte politiche e della liquidazione dell'EMS. Da quel momento, le enormi strutture di superficie (i castelletti dei pozzi, i capannoni di raffinazione, i laboratori chimici) vennero completamente abbandonate. Negli anni successivi, il sito è balzato ripetutamente agli onori della cronaca nazionale per sospetti (e successive indagini giudiziarie) legati allo stoccaggio illegale di scorie tossiche o radioattive nei suoi cunicoli sotterranei, vicende che hanno trasformato Pasquasia in un simbolo di mistero e degrado industriale.
Stato del sito e accessibilità
Stato legale: il sito NON è accessibile. L'intera area mineraria è recintata, videosorvegliata e l'ingresso è severamente vietato dalle autorità. Le strutture di superficie sono fatiscenti, i tetti sono coperti di cemento-amianto (eternit) in avanzato stato di degrado e sussistono gravissimi pericoli di crollo strutturale e di sprofondamento dei vecchi pozzi.

Raccolta minerali: assolutamente impossibile e vietata. L'area interna è interdetta anche per motivi sanitari legati alla presenza di polveri nocive sui cumuli di detrito esterni.
Come arrivare
È possibile osservare le imponenti strutture e i geometrici castelletti di estrazione (molto suggestivi per gli appassionati di fotografia e archeologia industriale) solo rimanendo a distanza di sicurezza lungo le strade pubbliche.

In auto: da Enna o da Caltanissetta, si imbocca la Strada Statale 121 (SS 121) Catanese. La miniera sorge in contrada Pasquasia, a ridosso del fiume Imera Meridionale, lungo il tratto di statale che collega Enna a Leonforte.

Le strutture metalliche dei pozzi svettano nettamente sopra la vallata e sono perfettamente visibili e fotografabili dalle piazzole di sosta della SS 121 o dalle colline circostanti, senza bisogno di avvicinarsi alle recinzioni perimetrali.

Posizione

Minerali di Pasquasia (4)

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