VM
miniera-storica

Pietraperzia

Enna, Sicilia · 37.4167°N, 14.1333°E
Descrizione
Pietraperzia, nell'entroterra ennese dominato dal suo castello normanno, è un centro storico del distretto solfifero siciliano. Nel suo territorio operò la zolfara Musalà, che sfruttava i giacimenti di zolfo della Serie Gessoso-Solfifera messiniana, formatasi circa 6 milioni di anni fa durante la crisi di salinità del Mediterraneo. Lo zolfo, in cristalli gialli e in masse, è accompagnato dal corteo classico del distretto: celestina, aragonite, gesso e calcite. La zona di Pietraperzia ed Enna è inoltre celebre per un'altra straordinaria risorsa geologica: poco distante, nella contrada Pasquasia, si trova un grande giacimento di sali (salgemma, kainite, silvite, carnallite), testimonianza dei depositi evaporitici lasciati dal Mediterraneo in via di prosciugamento, coltivato fino agli anni Novanta come miniera di sali potassici. Tra le colline gessose dell'Ennese, il borgo arroccato e le tracce delle antiche miniere, Pietraperzia conserva un patrimonio mineralogico tipico della Sicilia dello zolfo, in un'area geologicamente ricca di evaporiti.
Storia
La zolfara Musalà di Pietraperzia fu attiva nell'ambito del bacino solfifero ennese tra Otto e Novecento. La vicina miniera di sali di Pasquasia (presso Enna), che sfruttava kainite e salgemma, fu coltivata industrialmente fino alla chiusura negli anni Novanta. I minerali del distretto sono documentati nelle guide mineralogiche siciliane.
Stato del sito e accessibilità
Le zolfare sono dismesse. ⚠️ ATTENZIONE: gallerie e pozzi sono pericolosi (crolli, gas), ingresso da evitare. Le aree minerarie dei sali (Pasquasia) sono dismesse e soggette a vincoli/bonifiche. La ricerca va praticata su discariche e affioramenti esterni, nel rispetto delle proprietà. Interesse mineralogico (zolfo, celestina; sali evaporitici nell'area) e geologico.

Posizione