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pegmatite

Grotta d'Oggi

Livorno, Toscana · 42.7553°N, 10.2150°E

Foto (2)

Il borgo di San Piero in Campo sulle pendici granitiche del Monte Capanne, dove si sviluppano i percorsi minerari di Grotta d'Oggi. Foto: Jiri bulk, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons
Il borgo di San Piero in Campo sulle pendici granitiche del Monte Capanne, dove si sviluppano i percorsi minerari di Grotta d'Oggi. Foto: Jiri bulk, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons
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Gruppo di cristalli di pirite dell'Isola d'Elba. NB: esemplare del versante orientale (Rio Marina), mostrato a titolo rappresentativo della pirite elbana. Foto: CarlesMillan, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Gruppo di cristalli di pirite dell'Isola d'Elba. NB: esemplare del versante orientale (Rio Marina), mostrato a titolo rappresentativo della pirite elbana. Foto: CarlesMillan, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
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Descrizione
Il sito fa parte del grandioso complesso plutonico del Monte Capanne. Durante il raffreddamento del magma granitico si sono formate delle "tasche" o cavità miarolitiche ricche di elementi volatili e rari. Questo ambiente ha permesso a cristalli straordinari di crescere liberi e geometricamente perfetti dentro i vuoti della roccia.

I minerali più famosi di Grotta d'Oggi, ricercati per l'eccezionale saturazione del colore e trasparenza, includono:

• Elbaite (tormalina policroma): cristalli prismatici multicolore (le celebri tormaline "a testa di moro" o bicolore rosa e verde).
• Berillo: in splendidi cristalli limpidi, incluse le varietà acquamarina e la rara morganite (rosa).
• Feldspati (ortoclasio e albite): spesso in grandi cristalli geometrici bianchi che fanno da matrice estetica alle tormaline.
• Quarzo: splendidi raggruppamenti di quarzo ialino e affumicato.
Storia
L'epopea di Grotta d'Oggi inizia ufficialmente nella primavera del 1825, quando il luogotenente Giovanni Ammannati scoprì un enorme masso di granito ricco di cristallizzazioni spettacolari, dando il via agli scavi del "filone dell'Ammannati".

Tra il 1879 e il 1883 il sito visse il suo periodo d'oro grazie alle campagne di scavo promosse dallo scienziato Giorgio Roster e dal ricercatore elbano Luigi Celleri. Insieme portarono alla luce cinque filoni paralleli carichi di meraviglie, oggi esposte al Museo di Storia Naturale di Firenze. Celleri morì per un malore nel 1900 proprio mentre scavava a Grotta d'Oggi. Dopo gli ultimi ritrovamenti del Conte Pullé nei primi del Novecento, il sito venne considerato esaurito. Nel 1947 un'esplosione abusiva con dinamite fece crollare parte della parete di granito, seppellendo la storica trincea e congelando il sito nel tempo.
Stato del sito e accessibilità
Stato legale: trattandosi di un'area protetta e di un sito di immenso valore storico, lo scavo, la martellatura delle pareti e la raccolta libera di minerali sono severamente vietati.

Come visitarlo: il sito è accessibile a piedi. Il modo migliore e più sicuro per visitarlo è partecipare alle escursioni guidate ("Geo-experience") organizzate stagionalmente dal MUM (Museo Mineralogico Luigi Celleri) di San Piero e dalle guide del Parco. Durante queste escursioni è talvolta tollerata la ricerca visiva e la raccolta di piccolissimi frammenti staccati nei cumuli di detrito esterno.
Come arrivare
In auto: raggiungi il paese di San Piero in Campo (frazione collinare alle spalle di Marina di Campo). Puoi parcheggiare nei pressi del Museo MUM, in Via Cavour, che funge da punto di ritrovo ufficiale per le escursioni.

A piedi: dal paese di San Piero si imbocca il sentiero che si snoda nella Valle del Fosso Bovalico, in direzione di Sant'Ilario. Il percorso archeo-minerario richiede circa 30-40 minuti di cammino su sentieri sterrati di collina, circondati dalla macchia mediterranea, fino a raggiungere i vecchi fronti di scavo e la trincea storica.

Posizione