miniera-storica
Longobucco
Descrizione
Nel cuore della Sila Greca, arroccato tra i monti dove nasce il fiume Trionto, il borgo di Longobucco custodisce una delle storie minerarie più antiche e affascinanti del Mezzogiorno: è considerato il più grande giacimento argentifero del Sud Italia. Le sue montagne, parte dell'Unità di Longobucco — un lembo di basamento cristallino pre-alpino fatto di filladi, metareniti, porfiroidi e graniti — sono attraversate da vene e filoni ricchi di solfuri metallici. Il minerale principe è la galena argentifera, chiamata in dialetto 'galanza', che conteneva piombo e argento (e tracce d'oro); accanto ad essa la blenda (sfalerite), dominante, e poi pirite e calcopirite. Da questa ricchezza nacque, fin dall'antichità, una fiorente attività estrattiva e una rinomata tradizione di maestri argentari, le cui creazioni furono donate persino ai papi. Il 'Paese dell'argento' conserva oggi questa memoria nel sentiero della 'Via delle Miniere', che ripercorre i luoghi dell'antica Argentera.
Storia
Le miniere di Longobucco affondano le radici nella Magna Grecia: secondo la tradizione corrispondono all'antica 'Temesa' citata da Omero e Strabone per il suo argento, sfruttato da Sibariti e Crotoniati per coniare monete. I primi documenti ufficiali risalgono al XII secolo: nel 1197 l'imperatore Enrico VI inviò un sovrintendente all'estrazione, e nel Medioevo l'abate Gioacchino da Fiore vi fece lavorare calici d'argento. La galena, ricca di piombo e argento, fu coltivata ininterrottamente sotto i vari governi fino alla fine del Settecento, con località storiche come il Vallone della 'galanza' e l'Argentera. Il terremoto del 1783 segnò il declino dell'attività; un ultimo tentativo di rilancio risale al 1959. La mineralizzazione è oggi studiata anche per le sue peculiarità geologiche e ambientali.
Stato del sito e accessibilità
Le antiche miniere sono abbandonate e ricadono nel territorio del Parco Nazionale della Sila: gli imbocchi e i vecchi lavori possono essere pericolosi e vanno avvicinati con prudenza, mai esplorati autonomamente. La 'Via delle Miniere' è un sentiero storico-naturalistico percorribile con visite guidate. La raccolta è regolamentata dalle norme del parco; il valore del sito è soprattutto storico e geologico. Si consiglia di informarsi presso il Comune e le guide locali.
Come arrivare
Longobucco si trova in provincia di Cosenza, nella Sila Greca, raggiungibile dalla costa ionica (da Rossano/Corigliano) risalendo la valle del Trionto, oppure dall'altopiano silano. Il borgo è punto di partenza del sentiero 'Via delle Miniere' verso l'area dell'Argentera e il Vallone della galanza.
Posizione
Minerali di Longobucco (5)
Calcopirite ★
CuFeS2
non in vendita
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Galena ★
PbS
non in vendita
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Pirite ★
FeS2
non in vendita
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Sfalerite ★
ZnS
non in vendita
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Oro nativo
Au
non in vendita
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