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affioramento

Alpe Devero

Verbano-Cusio-Ossola, Piemonte · 46.2667°N, 8.2833°E

Foto (2)

La conca dell'Alpe Devero circondata dalle vette delle Alpi Lepontine, base di partenza per le escursioni verso il Monte Cervandone. Foto: Chiara Rusconi, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
La conca dell'Alpe Devero circondata dalle vette delle Alpi Lepontine, base di partenza per le escursioni verso il Monte Cervandone. Foto: Chiara Rusconi, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
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Baite tradizionali in pietra all'Alpe Fontane, nel Parco Naturale dell'Alpe Veglia e dell'Alpe Devero. Foto: Carlocat87, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
Baite tradizionali in pietra all'Alpe Fontane, nel Parco Naturale dell'Alpe Veglia e dell'Alpe Devero. Foto: Carlocat87, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
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Descrizione
L'area del Devero è un complesso mosaico di rocce metamorfiche (gneiss, calcescisti, serpentiniti) fortemente sollecitate dai movimenti tettonici alpini. Durante queste immense pressioni si sono formate delle cavità note come "fessure alpine", al cui interno fluidi caldi ad altissima pressione hanno permesso la lenta cristallizzazione di minerali eccezionali.

Il Monte Cervandone e le valli circostanti sono considerati la "mecca" dei cercatori di cristalli per l'abbondanza di specie e per le numerose Type Locality (luoghi in cui un minerale è stato scoperto per la prima volta al mondo). I minerali più famosi includono:

• Arseniati e silicati rari: la vera unicità della zona. Spiccano l'asbecasite, la cafarsite e, soprattutto, la cervandonite-(Ce), un minerale rarissimo che prende il nome proprio dalla montagna.
• Quarzo e rutilo: eccezionali formazioni di quarzo ialino e affumicato (spesso nella ricercata conformazione "a gwindel" o avvitata), frequentemente attraversati o associati a finissimi aghi rossi di rutilo.
• Anatasio e titanite: presenti in perfetti cristalli bipiramidali brillanti e colorati, spesso cresciuti sulle pareti delle fessure assieme a ematite nella classica forma a "rosa di ferro".
Storia
La storia "mineraria" del Devero non è fatta di pozzi industriali o binari, ma di epiche esplorazioni d'alta quota. Fin dall'Ottocento l'area è stata battuta dai cristalliers (i cercatori di cristalli montanari) sia sul versante italiano (Val Devero) sia su quello svizzero (la confinante Valle di Binn o Binntal).

Negli anni '50 e '60 del Novecento, con l'avanzamento delle tecniche analitiche, i geologi iniziarono ad analizzare i campioni anomali prelevati dai cercatori locali lungo le pietraie e le morene del Cervandone. Questo portò a una raffica di scoperte scientifiche che rivelarono l'incredibile anomalia chimica della montagna (ricchissima di arsenico e terre rare). Oggi le ricerche scientifiche continuano, ma le estrazioni sono relegate esclusivamente a spedizioni universitarie autorizzate, congelando il sito come un laboratorio naturale a cielo aperto.
Stato del sito e accessibilità
Stato legale: l'intera area fa parte del Parco Naturale dell'Alpe Veglia e dell'Alpe Devero. Essendo un'area protetta, la ricerca, lo scavo, la martellatura delle rocce e la raccolta di qualsiasi minerale o cristallo è severamente vietata su tutto il territorio. L'infrazione comporta pesanti sanzioni penali e il sequestro dell'attrezzatura.

Come visitarlo: la fruizione del sito è unicamente paesaggistica ed escursionistica. I sentieri che portano alle zone ai piedi del Cervandone (come il percorso verso il Lago Nero o i piani della Rossa) offrono uno spaccato geologico mozzafiato sulle morene e sulle pareti rocciose dove storicamente avvenivano i ritrovamenti.
Come arrivare
In auto: da Milano o Torino si percorre l'autostrada in direzione Gravellona Toce, proseguendo poi sulla superstrada per la Val d'Ossola (SS33) fino all'uscita per Crodo / Valli Antigorio e Formazza. Si risale la valle fino al paese di Baceno, dove si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per la Val Devero.

Parcheggio e partenza: si supera la frazione di Goglio e si risale una stretta strada a tornanti fino alla sbarra di ingresso dell'Alpe Devero. Qui si lascia l'auto nei parcheggi a pagamento (o lungo la strada nei periodi di alta affluenza). L'accesso al nucleo dell'Alpe è consentito solo a piedi.

Posizione