VM
miniera-storica

Val Imperina

Belluno, Veneto · 46.2667°N, 12.0333°E
Descrizione
Le miniere di Val Imperina, nel comune di Rivamonte Agordino (Belluno), costituiscono uno dei più importanti giacimenti a solfuri delle Alpi orientali e un sito di archeologia industriale di rilievo europeo. La mineralizzazione è un deposito stratiforme a solfuri massivi, incassato nelle filladi del basamento metamorfico sudalpino: il minerale dominante è la pirite, accompagnata dalla calcopirite (il minerale che per secoli fu il vero obiettivo dell'estrazione) e, subordinatamente, da sfalerite e galena, con quarzo e carbonati di ganga. Per secoli dalla Val Imperina si estrasse rame, fuso nei forni fusori della valle, le cui imponenti strutture in pietra sono ancora visibili; a fine Ottocento la produzione si convertì alla sola pirite, destinata all'industria chimica per la fabbricazione dell'acido solforico. Oggi il complesso, nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, è recuperato come Centro Minerario di Valle Imperina, con percorsi museali e strutture ricettive.
Storia
Le miniere di Val Imperina sono documentate dal Medioevo e conobbero grande sviluppo sotto la Repubblica di Venezia. Nel 1775 il Senato veneziano emanò un decreto sull'istruzione dei giovani destinati ai lavori minerari, primo nucleo della futura scuola mineraria. Gestite in epoca moderna dalla famiglia Crotta, passarono poi ad altre società. Il Regno d'Italia ereditò il complesso nel 1866 e nel 1867 fondò ad Agordo l'Istituto tecnico minerario. A fine Ottocento cessò la produzione di rame e la miniera divenne un impianto per la sola pirite, fino alla chiusura definitiva nel 1962.
Stato del sito e accessibilità
⚠️ Miniera dismessa (1962); gallerie e pozzi non recuperati sono pericolosi (crolli, gas): ingresso vietato fuori dai percorsi museali. Le discariche di solfuri generano drenaggio acido: non ingerire polveri, lavarsi le mani. Sito nel PARCO NAZIONALE DOLOMITI BELLUNESI: raccolta regolamentata o vietata. Il Centro Minerario di Valle Imperina è visitabile.

Posizione