VM
vulcanico

Lago di Bracciano

Viterbo, Lazio · 42.1000°N, 12.2333°E
Descrizione
Il Lago di Bracciano, ampio specchio d'acqua a nord-ovest di Roma, occupa una grande caldera del distretto vulcanico Sabatino, attivo nel Pleistocene e oggi estinto. Insieme al vicino e più piccolo Lago di Martignano (anch'esso craterico), è il cuore di un'area vulcanica che ha prodotto lave, tufi e ignimbriti di composizione potassica (leucititica, tefritica, fonolitica e trachitica), tipiche della Provincia Magmatica Romana. Nelle lave, nei tufi e nei proietti del distretto Sabatino si rinvengono i minerali caratteristici di questi magmi: leucite in cristalli, sanidino, biotite, augite (clinopirosseno), accompagnati talora dalla haüyna azzurra e dall'analcime (spesso da alterazione della leucite). I tufi sabatini, ampiamente usati come materiale da costruzione (il 'tufo' romano), e i proietti delle eruzioni offrono ai mineralisti spunti di ricerca. Tra le acque del lago, i borghi medievali (Bracciano con il suo castello Orsini-Odescalchi, Anguillara, Trevignano) e i prodotti vulcanici, il Lago di Bracciano unisce un grande valore paesaggistico e storico a un contesto geologico-mineralogico classico del vulcanismo laziale.
Storia
Il distretto vulcanico Sabatino è studiato da generazioni di geologi; i minerali delle sue lave, tufi e proietti sono documentati nelle riviste mineralogiche italiane e dall'AMI. I tufi sabatini sono stati sfruttati come pietra da costruzione fin dall'antichità. L'area del lago è oggi tutelata dal Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano.
Stato del sito e accessibilità
Area vulcanica estinta, tutelata dal Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano: la raccolta di minerali è regolamentata o vietata nelle zone protette. Gli affioramenti si osservano in cave (alcune private, accesso con permesso) e lungo le strade. Prudenza nei fronti di cava. Interesse mineralogico, geologico, storico e paesaggistico.

Posizione