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vulcanico

Colli Albani

Roma, Lazio · 41.7333°N, 12.7000°E
Descrizione
I Colli Albani, le dolci alture vulcaniche dei Castelli Romani a sud-est di Roma, sono la caldera e gli apparati del vulcano quiescente del Vulcano Laziale, con i suoi celebri laghi craterici di Albano e Nemi. Geologicamente dominati da rocce leucititiche ultrapotassiche, offrono una mineralogia di grande interesse, espressa soprattutto nei proietti (blocchi vulcanici espulsi) e nelle cavità delle lave e dei tufi. Vi si rinvengono splendidi cristalli di leucite, augite, e i caratteristici granati neri melanite, insieme alla vesuvianite dei proietti e ai feldspatoidi del corteo dei magmi alcalini: haüyna azzurra, nefelina, sodalite, nosean, con sanidino e flogopite. Tra le rarità segnalate ai collezionisti vi sono ritrovamenti di celestina (solfato di stronzio) sui Colli Albani. La regione, ricca di pozzolane e peperino (usati come materiali da costruzione fin dall'antichità romana), è un classico territorio di ricerca per i mineralisti laziali, oltre che meta turistica celebre per i borghi dei Castelli, i laghi, i vini e le ville. Un connubio di geologia vulcanica, storia e paesaggio a due passi dalla capitale.
Storia
La geologia e la mineralogia dei Colli Albani sono studiate da secoli; i minerali dei proietti e delle cave (pozzolane, peperino) sono documentati dall'AMI e nelle riviste mineralogiche italiane (Il Cercapietre del Gruppo Mineralogico Romano, Micro). Il ritrovamento di celestina sui Colli Albani è stato segnalato da Pucci (2004). I materiali vulcanici (peperino di Marino, pozzolane) sono stati sfruttati come pietra da costruzione fin dall'epoca romana. Studi moderni hanno ridefinito i Colli Albani come vulcano attivo e quiescente (Funiciello et al.).
Stato del sito e accessibilità
⚠️ I Colli Albani sono un vulcano QUIESCENTE con emissioni di gas in alcune zone (CO₂, H₂S), localmente pericolose (aree di degassamento presso Ciampino/Cava dei Selci; possibili accumuli di CO₂ presso il lago Albano): non sostare in depressioni e cavità chiuse. L'area è in gran parte tutelata dal Parco Regionale dei Castelli Romani, dove la raccolta di minerali è regolamentata o vietata. Le cave attive sono private (accesso con permesso); molte storiche sono chiuse. Interesse mineralogico, geologico, storico e paesaggistico.

Posizione